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Liberi Dalla Violenza

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Liberi dalla violenzaLa Regione Emilia Romagna, recependo linee di indirizzo internazionali, da anni si sta interessando alla promozione di risposte utili nel contrasto alla violenza contro le donne; recentemente si è attivata anche rispetto agli interventi possibili per gli uomini con problemi di violenza ed alla preparazione specifica di operatori in grado di implementare e condividere buone prassi in tema. 
L'Azienda Usl di Rimini, con il contributo della Regione, ha sviluppato a partire dal 2005 il "Progetto Dafne", finalizzato alla individuazione delle strategie e degli interventi rivolti alle donne che subiscono violenza.

Si intende attualmente ampliare gli strumenti dedicati al contrasto della violenza di genere attraverso il "Progetto Liberi Dalla Violenza " (LDV), rivolto agli uomini che agiscono con violenza nelle relazioni di intimità.

Secondo statistiche internazionali dal 78 al 99% delle violenze verso donne e uomini è commesso da uomini, rilevando uno squilibrio nell'uso della forza, a sfavore delle donne, che percorre tutti gli strati delle diverse società.

La violenza contro le donne, e nelle relazioni di intimità, secondo statistiche nazionali ed internazionali, è un fenomeno rilevante, benché ad oggi ancora sottostimato, con gravi ripercussioni, a breve e lungo termine, sulla salute della donna che subisce violenza e sui bambini che vi assistono. Interessarsi al maltrattante, fornendo percorsi, già sperimentati, di aiuto per cessare gli atti violenti rappresenta una delle molteplici risposte attivabili per contrastare il fenomeno della violenza di genere. 


L'obiettivo del presente progetto concerne l'attivazione, all'interno del Progetto Dafne, di un gruppo di aiuto/trattamento denominato Liberi Dalla Violenza (LDV) per uomini che agiscono violenza. 
Il gruppo LDV ha come principale finalità la cessazione / prevenzione delle azioni violente da parte dei maltrattanti, previa assunzione di responsabilità su dette azioni. La pratica clinica suggerisce come lo strumento gruppale sia in grado di offrire un setting privilegiato per costruire modalità relazionali alternativi all'uso violenza.

Sono eleggibili al gruppo tutti gli uomini che agiscono violenza, fisica e psicologica, nei confronti della propria compagna. Il bacino di utenza è rappresentato dal territorio provinciale. La domanda di partecipazione al gruppo può essere spontanea o su invio da parte di operatori che, a diverso titolo, si occupano della tematica della violenza.

Impegnati nel progetto sono due operatori psicologi-psicoterapeuti e un assistente sociale, specificatamente formati sul tema.

Il modello di intervento cui si ispira il progetto è quello adottato da oltre un ventennio nel nord Europa (Marius Rakil, Per Isadal, per ATV AlternativTilVold di Oslo); si intende rimandare all'uomo maltrattante la serietà del fatto che lui ha un problema di violenza, e, all'interno di una prospettiva comprensiva degli aspetti socioculturali emotivi e cognitivi, si lavorerà sulle connotazioni e le funzioni che i gesti violenti rivestono per i singoli partecipanti, nonché le connessioni con le esperienze educative e familiari pregresse e gli eventuali impatti sulla loro attuale genitorialità. L'esperienza in letteratura indica infatti che un trattamento che si focalizzi sul tema della violenza deve considerare tali connessioni e distinguere l'uomo dall'atto violento che esibisce, poiché un'alternativa al comportamento violento c'è sempre.

All'interno dell'esperienza europea circa la metà degli accessi ai percorsi di trattamento sulla violenza sono stati spontanei (42%), i partecipanti non avevano infatti avuto preventivi contatti con assistenti sociali, organi giudiziari o forze dell'ordine. I dati emersi dall'osservatorio locale della rete dafne descrivono il maltrattante come prevalentemente partner/coniuge ed ex partner/coniuge italiano, con occupazione: speriamo che all'interno di questi, qualcuno colga l'occasione di fare qualcosa per cambiare il proprio comportamento.

Il servizio ha sede presso l'Azienda USL. Contattaci al numero 0541-698723 il Giovedì dalle 8.30 alle 9.30.

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