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Il parto indolore

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Molte donne riescono ad affrontare senza problemi l'ansia e la paura legate al parto e ad accettare il dolore del travaglio. Per altre invece, il dolore può rappresentare una importante difficoltà che impedisce di vivere questo momento in modo sereno. In questo caso è possibile usufruire della tecnica di analgesia epidurale continua, che consente di controllare efficacemente il dolore partorendo comunque in modo naturale e spontaneo. Per tale motivo ha guadagnato ampi consensi in tutto il mondo, ma nel nostro paese è ancora poco conosciuta per molteplici ragioni, tra cui certamente ragioni culturali, carenza d'informazione, esiguità del numero dei centri ove viene praticata.
I requisiti che fanno dell'analgesia epidurale la tecnica ideale sono:

  • efficacia - rende le contrazioni uterine percepibili in modo non doloroso
  • sicurezza - sia materna che fetale per i bassissimi dosaggi farmacologici impiegati
  • flessibilità - per la possibilità di modulare la quantità di analgesico
  • rispetto - perché non influenza la dinamica fisiologica del travaglio del parto.

Da giugno 2008 l'AUSL di Rimini ha istituito un Servizio di Partoanalgesia, costituito da un'equipe di medici Anestesisti dell'UO Anestesia e rianimazione di Rimini, che è in grado di garantire l'analgesia epidurale 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno. Nell'ambito del programma di assistenza alla gravidanza, il tema del controllo del dolore in travaglio di parto mediante procedure analgesiche verrà affrontato in apposite conferenze mensili inserite all'interno del Percorso nascita rivolte alle donne all'ultimo trimestre di gravidanza, in cui l'Anestesista fornirà tutte le informazioni riguardanti l'analgesia epidurale per il travaglio e il parto.
Sono incontri che consentono sia di illustrare in modo esauriente la tecnica, sia di rispondere alle varie domande chiarendo eventuali dubbi. Tutto ciò riveste particolare importanza perché lo specialista ha la possibilità di spiegare in modo chiaro i vantaggi, le indicazioni ma anche i rischi, le controindicazioni e le eventuali complicanze legate alla procedura medica proposta.
L'obiettivo principale è di assicurare a tutte le partorienti un'adeguata e corretta informazione sul Parto Indolore offrendo la possibilità di una scelta libera e consapevole.
Questa conferenza verrà ripetuta ogni terzo lunedi del mese alle ore 18 presso l'Aula G dell'Ospedale Infermi di Rimini.

Informazioni utili:
Ulteriori informazioni riguardanti l'analgesia epidurale per il travaglio vengono fornite durante la valutazione anestesiologica che si esegue nell'ultimo trimestre di gravidanza.

L'attività ambulatoriale per la partoanalgesia è attiva dal lunedi al venerdi dalle ore 15 alle 18 presso l'Ambulatorio gravidanze a termine (GAT)  sito al 3° piano scala C dell'Ospedale Infermi di Rimini.

La visita anestesiologica può essere prenotata dalla donna intorno alla 36° settimana di gravidanza telefonando dal lunedi al venerdi al n° 0541/705009 dalle ore 14 alle 15 oppure al n° 0541/705781 dalle 15 alle 18

Alla visita anestesiologica la donna dovrà portare con sé:

  1. la richiesta del ginecologo di visita anestesiologica per la partoanalgesia (con evidenzazione dell'indicazione alla partoanalgesia)
  2. gli esami ematici recenti (emocromo + coagulazione PT e aPTT)

Al termine del colloquio con l'anestesista la donna che vorrà affrontare un'eventuale analgesia di parto sarà invitata come prevede la legge a firmare il consenso informato all'analgesia, un consenso non vincolante, in un momento sicuramente privo di quei condizionamenti emotivi che potrebbero esserci durante il travaglio.

Che cos'è l'analgesia epidurale continua?
Alcune nozioni fondamentali di anatomia: la colonna vertebrale (la struttura ossea che ci sostiene), ha al suo interno un canale vertebrale in cui è contenuto e protetto il midollo spinale da cui originano ed arrivano i nervi, tra i quali anche quelli responsabili del dolore del travaglio. All'esterno degli involucri protettivi del midollo, e quindi distante da esso, troviamo uno spazio, detto epidurale in cui si iniettano i farmaci analgesici per realizzare un "blocco" degli stimoli dolorosi provenienti dall'area delle strutture coinvolte nel parto, prima che entrino nel midollo e diventino percepibili dalla donna.

Come si pratica una analgesia epidurale?
La donna viene posizionata seduta o di fianco su un lettino rigido con la schiena incurvata in avanti a formare un arco. L'anestesista individua lo spazio compreso generalmente fra la terza e la quarta vertebra lombare (circa all'altezza dei fianchi) ed in tale punto effettua una piccola iniezione di anestetico locale. Resa così insensibile la cute, l'anestesista introduce l'ago da epidurale. Attraverso questo viene fatto passare un sottile tubicino di plastica, il cosiddetto catetere epidurale , che rimane, una volta rimosso l'ago, nello spazio omonimo per tutto il tempo del travaglio e che non provoca alcun fastidio alla donna poiché viene fissato con del cerotto dietro la schiena così da consentirle qualsiasi movimento. Il catetere può essere collegato ad un sistema di infusione continua che inietta nello spazio epidurale una quantità prestabilita dei farmaci scelti per l'analgesia, oppure può essere utilizzato per somministrazioni ripetute di farmaci senza ricorrere ad altre punture.
Di norma, per le basse dosi di farmaco utilizzate l'innervazione motoria dei muscoli del canale del parto e degli arti inferiori non è coinvolta e quindi è conservata la motilità permettendo in genere alla donna, di muoversi e, se lo desidera e non vi sono controindicazioni, anche di camminare durante il travaglio.
In circa 15-20 minuti dal momento dell'iniezione dei farmaci analgesici si ottiene un iniziale sollievo del dolore della durata di circa 60-120 minuti; successivamente il dolore può essere controllato mediante la somministrazione dei farmaci analgesici a boli o in infusione continua.

Quando e' particolarmente indicata l'analgesia?
L'intolleranza al dolore, o il timore dello stesso, durante il parto fisiologico è il motivo di richiesta spontanea più frequente da parte delle partorienti e costituisce la prima indicazione per l'analgesia epidurale. Essa trova inoltre indicazione in situazioni ostetriche specifiche, come nel travaglio indotto, nei parti gemellari ed in altre situazioni cliniche in cui sia necessario il rilasciamento dei muscoli pelvici per favorire la discesa del feto e le manovre di estrazione. Esistono poi situazioni cliniche in cui l'analgesia epidurale può essere richiesta dal ginecologo quando sia necessario ridurre lo stress della madre affetta da malattie cardiovascolari, epatiche, renali, respiratorie, metaboliche (diabete),neurologiche (epilessia) e da miopia (rischio di distacco di retina).

Cosa succede se deve essere eseguito un parto cesareo in corso di analgesia epidurale?
Nel caso si debba ricorrere ad un parto cesareo, si potrà affrontare l'intervento chirurgico con la semplice somministrazione dalla stessa via di una concentrazione maggiore di farmaci analgesici. In questo caso la donna, non essendo addormentata, avrà la possibilità di vedere subito suo figlio e di tenerlo in braccio come nel parto naturale; e il neonato sarà poco influenzato dall'anestesia. Dopo l'intervento sarà possibile controllare meglio il dolore, sarà facilitato l'allattamento e la ripresa avverrà in tempi molto brevi. Per questa serie di motivi e anche per la loro maggiore sicurezza, l'anestesia perimidollare (Peridurale, Subaracnoidea e Combinata) viene ormai preferita all'anestesia generale. Anche i dati della letteratura scientifica indicano che l'anestesia perimidollare è gravata da una minore incidenza di complicanze.
Non è comunque preclusa la possibilità di eseguire una anestesia generale qualora questa fosse necessaria per motivi clinici o fosse richiesta dalla madre.

Quando può essere effettuata l'analgesia ?
Presupposto indispensabile è aver eseguito la visita anestesiologica ambulatoriale.
In genere per iniziare un'analgesia epidurale non è necessario raggiungere una determinata dilatazione del collo uterino ma è sufficiente che il travaglio sia avviato. L'analgesia epidurale si può quindi effettuare sin dall'inizio del travaglio, quando cioè la frequenza delle contrazioni uterine percepite come dolorose è da 2 a 3 in 10 minuti, il collo uterino è appianato, centralizzato con una dilatazione di almeno 2 cm.
L'analgesia epidurale comunque può essere effettuata solo dopo la valutazione ostetrica e la visita del ginecologo: infatti alcune situazioni ostetriche che si verificano durante il travaglio potrebbero ritardare l'esecuzione della partoanalgesia.

Quali sono le controindicazioni alla tecnica?
Come ogni atto terapeutico, anche l'anestesia epidurale può avere controindicazioni o provocare complicanze. Controindicazioni assolute sono tutte le malattie emorragiche e l'uso di anticoagulanti, le infezioni locali cutanee sulla schiena, il distacco di placenta, e rare situazioni cliniche eventualmente evidenziate dall'anestesista, quali:

  • deficit della coagulazione
  • infezioni generalizzate con temperatura > 38°C
  • infezioni localizzate in sede di inserzione del catetere
  • gravi problemi alla colonna
  • deficit neurologici periferici

Quali possono essere le complicanze dell'analgesia epidurale?
Se correttamente eseguita, l'analgesia epidurale è una tecnica sicura e non ha effetti collaterali spiacevoli.
In occasione della visita anestesiologica ambulatoriale il medico Anestesista illustrerà le principali complicanze ed effetti collaterali che possono riscontrarsi durante una analgesia epidurale. I problemi che possono avere una maggior incidenza sono due.
Il primo è una cefalea conseguente a problemi strettamente tecnici, che tuttavia si verifica raramente (0.5%). Il mal di testa, anche se fastidioso, è di natura benigna . L'anestesista suggerirà per ogni caso il trattamento più efficace, rapido ed opportuno.
L'altra complicanza talvolta osservata è il dolore nel punto di iniezione, che compare in poche persone e che si distingue male dai dolori lombari dovuti alle modificazioni della colonna vertebrale durante la gravidanza.
Altre complicanze maggiori come lesioni neurologiche transitorie o permanenti sono rare con un'incidenza rilevata dalla letteratura scientifica internazionale di 1 su 200000.

Una donna bene informata affronterà con maggior serenità e consapevolezza il proprio parto sapendo che, nei momenti più difficili del travaglio, potrà trovare un ulteriore e valido aiuto anche nell'analgesia epidurale.

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