• Italian
Rischi da fumo attivo e passivo
Informazione sui rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dal fumo attivo e passivo, come richiesto dall'Accordo Stato-Regioni del 16/12/2004.

Le misure di prevenzione del fumo adottate dell'Azienda USL di Rimini
In data 10.01.2005 è entrato in vigore l'art. 51 della Legge 16.01.2003 n. 3 "Tutela della salute dei non fumatori". La sua entrata in vigore è stata preceduta dagli Accordi Stato-Regioni del 16/12/2004 e dalla Circolare del 17 dicembre 2004 del Ministero della Salute contenente le indicazioni interpretative e attuative per la sua applicazione.
Il Direttore Generale dell'Azienda USL di Rimini, con delibera n. 4 del 05 gennaio 2005, ha deliberato il regolamento aziendale di "divieto di fumo in tutti i locali facenti parte dei Presidi Ospedalieri, Distretti, Dipartimenti di Sanità Pubblica, Servizi, Unità Operative ed in ogni altro locale dove venga esercitata attività dell'Azienda USL di Rimini , compresi gli automezzi".
La Legge Finanziaria 2005 ha inoltre aumentato del 10% sia la misura della sanzione applicabile ai trasgressori del divieto di fumo portandola da un minimo di € 27,50 ad un massimo di € 275,00, sia la misura della sanzione prevista a carico dei soggetti preposti alla vigilanza portandola da un minimo di € 220,00 ad un massimo di € 2.200,00.

Rischi per la sicurezza
Oltre ai rischi per la salute derivanti dal fumo attivo e/o passivo, ce ne sono altri collegati alla sicurezza; il fumo rappresenta infatti una delle maggiori cause di incendio, costituendo una fonte di innesco.
La presenza di un innesco (nel caso in questione la brace della sigaretta) può "chiudere" il cosiddetto triangolo del fuoco, in presenza di materiali combustibili (carta, cartone, tessuti, materiali plastici e/o sintetici, legno, ecc.) o infiammabili (alcoli, solventi, eteri, ecc.) e di comburenti (aria, ossigeno, ecc.). Si sottolinea come alcuni di questi combustibili/infiammabili/comburenti siano largamente diffusi, in particolare nei presidi ospedalieri.
Il rischio di incendio è ancora maggiore qualora si dovesse fumare in ambienti poco frequentati (depositi, archivi, magazzini, ecc.), dove un eventuale incendio avrebbe meno probabilità di essere rilevato nella sua fase iniziale, quando l'intervento degli addetti alla gestione dell'emergenza con i presidi disponibili (ad es. estintori) potrebbe essere più agevole e risolutivo
Il divieto di fumo va quindi rispettato in maniera tassativa, a maggior ragione in ambito sanitario, dove l'insorgere di un incendio contribuirebbe ad aumentare le conseguenze negative per la tipologia di utenti e dove, in ogni caso, anche i danni alle sole cose potrebbero avere ripercussioni negative sull'erogazione delle prestazioni.