Nasce con una duplice finalità:
Quella che viene presentata è un'analisi sintetica dei "bisogni" dei target di popolazione di riferimento del Programma: infanzia, adolescenza, donna, adulti, famiglia, pazienti ospedalizzati e delle specifiche risposte della psicologia.
Il focus su queste tipologie di utenze apre la riflessione sulla complessità ed eterogeneità dei bisogni di cui sono portatrici e sulle risposte possibili anche esse articolate ed eterogenee, ma spesso unite da un minimo comune denominatore: essere risposte che prevedono interventi sul piano clinico, con attività di valutazione e/o trattamenti, sul piano riabilitativo e sul piano sociale.
Tale doppio richiamo della complessità e della eterogeneità rende necessario evitare il rischio di scadere in semplificazioni e genericità nelle risposte e mantenere la consapevolezza che la risposta della psicologia nel servizio pubblico è da intendersi sovente come integrata ad interventi di altre discipline.
II Programma si propone con il proprio mandato di rappresentare il contributo della psicologia allo sviluppo della salute mentale proponendosi quale laboratorio privilegiato per l'elaborazione di modelli operativi complessi.
Le linee di riflessione sullo sviluppo del Programma si sono centrate sui seguenti nodi:
L'attenzione quindi a declinare la pratica clinica così come viene svolta dai professionisti di questa Azienda è stato l'oggetto centrale del lavoro. A tal fine lo sforzo è stato quello di sistematizzare e definire una risposta alla domanda su quali forme di trattamento si sono dimostrate vantaggiose e di maggiore efficacia e per quali gruppi di pazienti.
Lo sviluppo del Programma prevede una prima fase di istituzione di gruppi di lavoro monoprofessionali con il compito di tradurre e verificare sul piano operativo le risposte cliniche ai bisogni individuati dal Programma, definendo criteri e strumenti comuni e condivisi utili alla ridefinizione delle attività.
Farà seguito una seconda fase con l'istituzione di gruppi interdisciplinari con l'obiettivo di definire protocolli assistenziali per i bisogni complessi che esplicitino il contributo e la contestabilità delle singole professionalità/settori alla costruzione dei progetti integrati.
La terza fase prevede la costituzione di gruppi interistituzionali così come previsti dagli Accordi di Programma, finalizzati alla costruzione di percorsi socio-sanitari.
Maria Maffia Russo