
In questa sezione segnaleremo testi e articoli che ci aiuteranno a riflettere attorno a temi strettamente connessi alla narrazione delle esperienze quali, ad esempio: le vicissitudini dell'esperienza della memoria e della identità professionale nella modernità, l'apprendimento dall'esperienza, il pensiero narrativo, ecc...
Puoi aiutarci ad accrescere le segnalazioni inviando informazioni o schede di materiali a Gilberto Mussoni c/o U.O. Risorse Intangibili 76 Rimini e-mail: gmussoni@auslrn.net
Da un intenso momento formativo l'invito a partire dall'esperienza, da e con chi vive in prima persona e sulla propria pelle le contraddizioni, i limiti, le fatiche del lavoro sociale per ritrovare in esso un senso che tende sempre più a disperdersi
[Davvero la nostra vita è soprattutto frutto delle nostre scelte? Cosa induce la presenza in noi di questa idea?]
[Uno dei più conosciuti psichiatri italiani riflette, a partire dalla propria esperienza, anche in prima persona, sulla fragilità umana]
Di fronte alle ferite dell'esistenza, all'esistenza ferita, è forte la tentazione di voler eliminare il dolore senza cercare di comprenderne il senso, il significato, oggettualizzando l'uomo. In questo saggio Sergio Moravia ci aiuta ad evitare queste scorciatoie, questi errori, ci aiuta a riprendere contatto con le persone che volta a volta portano il dolore di esistere, a interrogare il loro e il nostro smarrimento.
Un sociologo americano esplora e ci aiuta ad esplorare il rispetto, alcune ragioni della sua carenza nelle società sempre più diseguali in cui viviamo
Idee-miti strutturano la realtà e spesso, purtroppo, anche le nostre menti rendendoci spettatori straniti, distratti, disinteressati, a volte incupiti, della vita. Umberto Galimberti cerca con questo libro di farci uscire dal torpore, dal disorientamento, dallo straniamento in cui viviamo.
Una lunga intervista ad un insigne linguista ma anche ad un persona impegnata in ambito civile e politico ci conduce a riflettere su cosa sia, possa essere, la vita culturale, su quanto ognuno sia, lo voglia o no, intimamente connesso ad essa.
L'identità nelle società complesse, i percorsi accidentati per definirla, sostenerla, continuamente ridefinirla.
L'etnografia sociale e organizzativa cercano di conoscere-interpretare realtà sociali concrete, avendo ben chiara la loro irriducibile particolarità. Le studiano stando il più possibile a contatto fisico con esse (come si dice, sul campo), con metodologie di carattere qualitativo (osservazione partecipante, interviste in profondità, lettura dei documenti prodotti...), producendo al termine del lavoro un resoconto scritto dell'esperienza conoscitiva intrapresa. Chi è disposto ad accettare i costi e il rischio che tale confronto con esse comporta può trovarsi di fronte una interessante occasione per decentrarsi, per vedersi con altri occhi, da altre prospettive.
Dentro il processo di globalizzazione in atto, in società altamente differenziate e in continua ridefinizione quali sono quelle occidentali, le persone si trovano sempre più spinte, forzate, a costruire la propria vita (lavorativa e non) in una condizione di continuo rischio ed incertezza. In questo scritto Beck ci aiuta a comprendere meglio tutto ciò, ad intravedere di questo processo alcuni aspetti pericolosi e disgreganti e alcune possibilità di resistenza ad essi.
Incalzato da un collega in un serrato e ampio dialogo-intervista, Alain Touraine, uno dei principali sociologi contemporanei, argomenta e riflette sulla centralità che sempre più ha, nella società contemporanea, la costruzione della soggettività.
Un saggio di una psichiatra-psicoanalista contro la sfrenata corsa all’esibizione della società attuale, contro la dittatura della trasparenza che sembra avanzare inesorabilmente.
Un brevissimo saggio ad intensa densità riflessiva sulla letteratura, sul suo possibile ruolo, sulla responsabilità del lettore.
Alcuni riflessioni fuori da ogni accademismo e classificazione sul narrare e sul leggere storie, antidoto contro ogni oppressivo riduzionismo.
"Leggere o non leggere? Non è questo il problema!". Un libro che affronta con leggerezza l’esperienza dell’amore per la lettura.
Esperienza e educazione: un nesso indissolubile. Alcune pagine di un grande filosofo e pedagogista-educatore del novecento.
Un libro denso e suggestivo, che va controcorrente in un'epoca in cui l'essere timidi è ritenuto uno svantaggio, una malattia, quasi una paura di vivere. L'autore si rivolge a coloro che, sottraendosi alle socializzazioni forzate, sanno rifugiarsi in una solitudine riflessiva e meditativa quale condizione utile a rafforzare la propria individualità.
Anche se 'il Terribile è già accaduto' (Heidegger) ancora una carta è in gioco: riconoscere l'irriducibilità dell'esperienza e da lì ripartire. Una radicale proposta di un antipsichiatra dagli anni sessanta (del novecento).
Per apprendere dall’esperienza è necessario che esistano nella mente strutture che solo a certe condizioni emotive si sviluppano. E purtroppo, vedi soprattutto in chi si trova in una condizione psicotica, non sempre questo avviene. Bion cerca in questo testo di esplorare e chiarire queste strutture e queste condizioni.
Una grande mutazione antropologica è in atto nei paesi più sviluppati dal punto di vista industriale. Che ne è in essa dell'esperienza, della possibilità di fare esperienza?
Con un taglio psicologico ed epistemologico l'autore mostra come sempre più oggi vari processi (sociali e culturali) convergano nel attribuire importanza al pensiero narrativo (in merito all'ambito relazionle e socio-culturale), come e perchè tale pensiero si differenzi da quello logico-matematico, come si possono configurare ora le sue potenzialità e i suoi limiti.
Narrare, narrarsi, ascoltare storie raccontate da altri, struttura, anche se non ne siamo consapevoli, il nostro modo di essere, il nostro modo di collocarci e muoverci nella vita quotidiana. Quasi in forma di conversazione in questo scritto Paolo Jedlowski ci mostra come prendere consapevolezza di tutto ciò può condurci ad apprendere dall'esperienza, ad appropriarci, per quanto è possibile, della nostra vita (non solo professionale).
Come comportarsi di fronte al bisogno che a volte (soprattutto nella tarda mezza età, nella cosiddetta maturità) si manifesta di ripercorrere e narrare la propria esperienza di vita? In questo scritto l’autore ci invita a dare ascolto a questo bisogno. Chi non scarta questa possibilità potrà trovare nel libro non pochi suggerimenti su come intraprendere questa avventura.
Immaginare la pratica professionale come l'applicazione nel lavoro di tutti i giorni di principi-teorie elaborati in uno spazio distante ritenuto superiore, quello della teoria o delle teorie, è un profondo errore che può anche condurre ad appiattire il lavoro di molti professionisti ad un mero eseguire e ripetere più o meno consapevolmente pratiche inadeguate quando non dannose. Quel che è necessario è invece apprendere ad elaborazione un sapere che sappia partire dall'esperienza, che sappia quotidianamente interrogarci ed interrogarla. Il libro ci conduce all'interno di questo cambio radicale di prospettiva.
La cura, del corpo e della mente, inscindibili, fondano l'essere, la vita, permettono il suo sviluppo. Nonostante ciò il pensiero occidentale l'ha marginalizzata, svalorizzata. In questo saggio Luigina Mortari cerca le ragioni di questa marginalizzazione e svalorizzazione e di ridare alla cura la centralità che ha proponendone nel contempo una essenziale caratterizzazione.
L'autore nel saggio esplora i rapporti tra : Memoria – Esperienza – Identità - Modernità
Come è strutturata la vita quotidiana? Che rapporto c’è tra abitudine senso comune ed esperienza? Cosa significa, implica, fare esperienza? Cosa significa fare esperienza oggi nella società moderna? Cosa vuol dire apprendere dall’esperienza? Che sapere è quello che scaturisce dall’esperienza? Che spazio ha oggi, nella società moderna, il sapere dell’esperienza? E' a queste domande che l'autore cerca una risposta.
A partire dalla centralità che ha la ricerca del significato, del senso e dei valori in una determinata società e cultura, l'autore conduce il lettore all'interno del pensiero narrativo. Gli fa intravedere il suo nascere (l'importanza che già ha nel comportamento infantile), il suo spazio nella vita quotidiana (nella psicologia popolare), le sue potenzialità più in generale per lo sviluppo culturale.