
Sono qui raccolte esperienze e testimonianze. I testi possono avere varie forme, esempio: essere molto brevi e limitati alla semplice descrizione di un momento importante vissuto, raccontare l'arco di una esperienza in un servizio, essere più sbilanciati sul commento e la riflessione sull'esperienza vissuta, riferire varie esperienze a fuoco su un tema e riflettere a partire da esse, ecc ...
Due "minimali" esperienze che parlano di cura, dello sguardo che poniamo sull'altro, della sua e nostra dignità.
Un lungo periodo di attesa e di speranza
Dopo avere lavorato 18 anni come infermiera in Albania Shpresa Kule emigra in Italia in cerca di una migliore condizione per i propri figli. Ci vorranno ben 12 anni prima che la professionalità maturata nel suo paese e accresciuta con altre esperienze di assistenza le venga riconosciuta. In questo suo breve scritto racconta questa lunga fase di attesa e di speranza.
Qualcos'altro di me e del mio lavoro
Con questa aggiunta Shpresa Kule presenta più ampiamente se stessa a partire dall'inizio della sua formazione come infermiera in Albania fino ad oggi.
La storia racconta una pagina di vita di uno dei detenuti passati alla SE.A.TT. (Sezione Attenuata Trattamento Tossicodipendenti).
Questa struttura era (oggi ha cambiato caratteristiche e nome) una piccola comunità all'interno del carcere di Rimini studiata per i detenuti tossicodipendenti che chiedevano di iniziare un percorso comunitario.
Molto diversa dalle normali sezioni interne era strutturata e organizzata proprio come una comunità terapeutica. All'interno operatori dell'Ausl di Rimini lavoravano insieme a 10 agenti scelti e formati per questa struttura.
Beppe era uno dei ragazzi che aveva chiesto di fare il percorso.
In carcere da diversi mesi, era in cura presso il servizio psichiatrico del suo paese, ma al passaggio alla SE.A.TT, smise tutti i farmaci, e si comportò in maniera equilibrata per tutto il periodo, (otto mesi circa ) fino al giorno della sua breve fuga.
Al suo rientro in carcere, dovette riprendere i farmaci che gli erano stati prescritti e fu inserito in una struttura psichiatrica, sul territorio di provenienza, idonea alla sua problematica.
La storia inizia proprio dalla visita presso questa nuova struttura, dove Giuseppe viveva da alcune settimane, con una terapia piuttosto importante e sempre con un disperato bisogno di famiglia.
In un breve scritto un’infermiera parla del suo appassionato e difficile rapporto con il proprio lavoro.
L'autore evidenzia l'importante esperienza di discussione sui casi clinici in una Comunità Terapeutica (i Tigli ) per bambini diagnosticati psicotici e/o con gravi disturbi della personalità in cui ha operato per 7 anni.
L'esperienza di una giovane infermiera italiana in un ospedale norvegese
Floriana Raggi, assistente sociale, narra la sua partecipazione (anni 1974-1978) alla esperienza di deistituzionalizzazione di un ospedale psichiatrico e i primi passi intrapresi per creare servizi alternativi di salute mentale.
Un breve racconto della morte di un giovane paziente coetaneo all'autrice, dei segni che questa scomparsa ha lasciato in lei.
Alcune riflessioni su un prolungato e altalenante lavoro di confronto con l'esperienza rilasciata per iscritto da altri operatori.
Alcune riflessioni e considerazioni su esperienze di documentazione-narrazione della propria esperienza e sulle difficoltà incontrate nel portare avanti questo lavoro.