COMUNICATO STAMPA N. 141/2010
In relazione all'articolo pubblicato in data odierna dal quotidiano "La Voce di Romagna" a pagina 14, dal titolo "
Eutanasia strisciante sugli anziani", la Direzione dell'A.USL di Rimini chiede, a norma della legge sulla stampa, la pubblicazione di quanto segue.
E' palesemente falso, offensivo, per non dire vergognoso, affermare che le politiche sanitarie attivate da questa Azienda, così come dalle altre Aziende sanitarie di questa Regione, siano improntate principalmente al risparmio. Al contrario l'assistenza sanitaria e la relativa spesa sono improntate alla cura più efficace possibile di tutti i pazienti, ovviamente senza tenere alcun conto di pressioni, amicizie o altro. Ad ulteriore riprova di ciò, l'Emilia Romagna ha indicatori sanitari, a partire dall'aspettativa di vita media, tra i migliori d'Italia e d'Europa. Per quanto attiene nello specifico ai pazienti anziani, va detto che in provincia di Rimini le persone ultrasettantacinquenni rappresentano circa il 10 per cento della popolazione ma su di loro si concentra il 30 per cento dei ricoveri ospedalieri.
E' doveroso aggiungere che negli ultimi due anni, grazie al consolidamento del Fondo Regionale per la non autosufficienza, la cui entità è quadruplicata, sono stati potenziati gli strumenti per un appropriato percorso di cura dei pazienti anziani, attraverso, ad esempio, assistenza domiciliare, assegni di cura, inserimento in strutture protette, telesoccorso. Nessuno, insomma, ha mai pensato di ridurre le prestazioni nei confronti degli anziani, ma anzi il relativo investimento è in costante aumento negli anni.
E' altrettanto falsa l'affermazione secondo cui medici e primari godrebbero di benefici economici legati al risparmio di risorse nella cura degli anziani o di altri pazienti, in quanto gli incentivi che percepiscono (dell'ordine di mille-duemila euro lordi l'anno!) sono finalizzati a progetti di qualificazione dell'assistenza sanitaria.
E' in atto da anni una politica sanitaria di ricerca di appropriatezza nella prescrizione di farmaci ed esami diagnostici, rispetto alle patologie riscontrate, non solo negli anziani ma per tutti i pazienti, per il semplice motivo che la somministrazione di farmaci non necessari e l'eccessiva esposizione, per esempio, a radiazioni, possono comportare effetti collaterali anche gravi. Questa politica viene condivisa anche con i Medici di Medicina Generale, attraverso il loro diretto coinvolgimento e senza alcuna delle modalità vessatorie falsamente descritte nell'articolo. Nell'eventualità che tali politiche di appropriatezza si dimostrino utili anche economicamente, portano ad una migliore allocazione delle risorse che vengono reinvestite nelle strutture e nei servizi sanitari, e che non vanno certo ad alimentare "
bonus altissimi circondati da aloni di mistero". Negli ultimi anni, per fare solo un esempio, il personale dedicato all'assistenza è stato potenziato con l'assunzione di circa 500 unità tra medici, infermieri ed operatori socio-sanitari.
Per quanto concerne le cosiddette "
casette", se si intende il
reparto di Post Acuti, va precisato che si tratta di un'unità operativa a gestione infermieristica, esperienza avviata da alcuni anni, con un alto contenuto innovativo e che gode di notevole apprezzamento. In questo reparto vengono ricoverati pazienti che, avendo superato la fase acuta, necessitano di un periodo di stabilizzazione-riabilitazione, prima di essere reinseriti nel loro contesto famigliare. In ogni caso la responsabilità clinica su di loro rimane in carico al medico dell'unità operativa inviante che assicura visite giornaliere.
E' estremamente fuorviante e strumentale il solo pensare che il Sistema Sanitario Regionale lavori non per curare le persone ma per distribuire dividendi. Ad ogni buon conto, svolti questi doverosi chiarimenti, l'Azienda valuterà le misure più adeguate a tutela dell'immagine propria e dei professionisti che vi lavorano, proprio perchè articoli di questo tenore, peraltro non suffragati da evidenze oggettive, offendono il personale che, nella stragrande maggioranza dei casi, opera ogni giorno con abnegazione per il solo, esclusivo, bene dei pazienti.
Rimini, 15 giugno 2010
L'Ufficio Stampa