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Ti amerĂ² per sempre / Francia 2008 / Regia di Philippe Claudel26/03/2009 11:35
Sono 15 anni che Juliette (ex medico) non ha alcun contatto con la sua famiglia che l'ha ripudiata dopo una condanna per omicidio. Uscita di prigione viene ospitata dalla sorella minore Léa che vive a Nancy con il marito, due bambine adottive e il suocero malato. Il ritorno alla vita non è per nulla facile per Juliette. E’ uscita da una prigione fisica ma un’altra, emotiva, mentale, la tiene ancora fortemente incatenata. Da questa prigione Juliette non sa se è come riuscirà mai ad uscire e chi le sta vicino non sa se e quanto è possibile entrare in essa per aiutarla a liberarsi. La vita di Juliette è come continuamente sospesa tra il dramma vissuto e la realtà quotidiana distante e irraggiungibile di chi le vive accanto, la sua mente e il suo sguardo sembrano essere sempre altrove. E’ come se qualcosa si sia congelato, rattrappito, come se sia morto irreparabilmente dentro di lei, allontanandola irrimediabilmente dagli altri. D’altra parte le esperienze vissute ed elaborate sembrano averle donato anche una discrezione, una capacità particolare di avvicinarsi agli altri, una sorta di grazia. A cercare di abbattere i muri della prigione mentale ancora presente in lei sono anche le presenze di chi le vive vicino, soprattutto di coloro che sanno ascoltare, attendere, sostenere, sospendere i giudizi. E’ in questo groviglio di tensioni presenze e contrasti che il film mostra, fa intravedere, il manifestarsi di una nuova vita. (G.M.)
Storie che formano: narrare la propria esperienza professionale. Un invito al confronto.
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