Smaltimento antiblastici

Smaltimento...

Un’esposizione professionale a queste sostanze può avvenire durante le operazioni di smaltimento.

Gli operatori indossando gli appositi dispositivi di protezione individuale, devono:

  • introdurre negli appositi contenitori rigidi dotati di coperchio tutti i materiali residui derivanti dalle operazioni di preparazione e somministrazione dei medicinali antiblastici (mezzi protettivi individuali monouso, telini assorbenti monouso, bacinelle, garze, cotone, fiale, flaconi, fleboclisi, siringhe, deflussori, raccordi, ecc)
  • per quanto possibile tenere il materiale da smaltire sotto cappa, eliminarlo inserendo il rifiuto in un sacco da chiudere sempre sotto cappa e da introdurre nell'apposito contenitore rigido;
  • per quanto possibile, durante l’utilizzo, tenere appoggiato il coperchio sul contenitore, allo scopo di minimizzare la dispersione di sostanze volatili nell’ambiente,
  • riempire il contenitore senza superare i ¾ della capacità, per evitare che l’operazione di chiusura del contenitore e il suo trasporto comporti rischi per gli operatori
  • smaltire le siringhe con l'ago innestato utilizzando gli appositi contenitori rigidi a chiusura ermetica non reversibile, per rifiuti taglienti e pungenti;
  • inattivare le urine dei pazienti sottoposti a chemioterapia, impiegando una soluzione di ipoclorito di sodio al 5 % in acqua, prima dello smaltimento in quanto, specialmente nel caso dei pazienti urologici sottoposti ad istillazioni endovescicali, contengono elevate concentrazioni di principio attivo;
  • lavare ripiani, pavimenti e superfici, dove è possibile la presenza di tracce di farmaco, con una soluzione di ipoclorito di sodio al 5 % in acqua, e smaltire il materiale nel contenitore per antiblastici.