Rischio somatico

Il danno somatico

I danni biologici da irraggiamento per l'individuo esposto sono divisibili in due categorie:
danni di tipo deterministico:
sono danni prevedibili nel senso che ad una certa dose di esposizione a R. I. corrisponde sicuramente l’ insorgenza di un certo numero di effetti nell’ individuo esposto, con una gravità direttamente legata alla dose assorbita durante l’ esposizione. In tal caso è possibile prevedere quali conseguenze e dopo quanto tempo dal momento dell’ irraggiamento, potranno manifestarsi nell’ organismo dell’ individuo sottoposto ad irradiazione (come è possibile calcolare la dose necessaria per alcune procedure terapeutiche o prevedere gli effetti di esposizioni accidentali). Sono comunque necessarie dosi relativamente elevate. Possono inoltre manifestarsi una serie di patologie dovute a esposizione frazionata per anni a basse dosi come le radiodermiti croniche (cute del radiologo) e le anemie croniche (sangue del radiologo).
danni di tipo stocastico:
non vi è certezza ma solo probabilità che compaiano a seguito di esposizione a R. I. Tale probabilita’ e’ legata all’entita’ della dose ed e’ legata alla frequenza di accadimento del danno e non alla sua gravita’. Sono danni (leucemie e tumori maligni) che si manifestano solamente in una limitata percentuale degli irradiati nel volgere degli anni o decenni.
danno somatico

I fattori che influenzano la risposta biologica alle radiazioni sono:

fisici
  1. tipo di energia delle radiazioni ionizzanti
  2. entità della dose assorbita
  3. distribuzione della dose assorbita nello spazio e nel tempo.


biologici
  1. caratteristiche intrinseche delle unità biologiche irradiate: suscettibilità di danno; numero di unità esposte al rischio; cinetica del sistema; attività metabolica; capacità di recupero e di riparazione.
  2. caratteristiche dell' ambiente biologico locale e generale: condizione di nutrizione e di ossigenazione; vascolarizzazione; competitività biologica; meccanismi di controllo omeostatici; reattività immunitaria.

I fattori di rischio sono normalmente espressi come probabilità di contrarre un cancro per una esposizione di 1000 mSv.

Il danno di tipo precoce è legato all’ eventualità di situazioni incidentali e non fa parte della routine quotidiana del lavoratore del comparto sanità, mentre l’eventuale danno di tipo tardivo, leucemie e tumori maligni, poiché può manifestarsi anche per esposizioni a basse dosi, diviene l’ oggetto d’ interesse prevalente secondo i nuovi indirizzi della sorveglianza medica della radioprotezione.