Monitoraggio esposizione pazienti con TBC

TBC...

Monitoraggio della esposizione professionale a pazienti affetti da tubercolosi

Diverse sono le indicazioni regionali e nazionali che indicano come la TBC sia diventata un problema di sanità pubblica.
Tale fenomeno è attribuito a diversi fattori quali:

  • l’avvento della epidemia di infezione da HIV che ha contribuito ad aumentare la popolazione dei soggetti immunocompromessi, più suscettibili alla tubercolosi;
  • l’aumento dell’immigrazione dai paesi ad alta endemia a quelli industrializzati a bassa endemia;
  • l’aumentata diffusione della tossicodipendenza;
  • la progressiva selezione di ceppi micobatterici resistenti ai farmaci e più difficili da eradicare;
  • la diminuita attenzione e capacità diagnostico-terapeutica, dovuta alla bassa incidenza di questa patologia in molte aree dei paesi industrializzati.

mantoux

Nei casi di contatto professionale con pazienti affetti da tubercolosi, sulla base delle procedure aziendali, sia i soggetti vaccinati che quelli non vaccinati verranno sottoposti ai seguenti tests di screening:

  • se appartenenti a reparti/servizi a rischio di tubercolosi medio alto (livello di rischio C/D), i lavoratori esposti effettueranno il test basato sul rilascio di interferon-gamma ( IGRA );
  • se appartenenti a reparti/servizi a rischio basso (livello di rischio B), i lavoratori esposti effettueranno l’intradermoreazione secondo Mantoux ( TST ) con 5 UI;
  • se il risultato è negativo, in un quadro clinico normale, è prevista la ripetizione dello stesso test dopo 2 mesi;
  • se il risultato è positivo, sono previsti l'esecuzione di un RX torace, una visita pneumotisiologica ed eventuale trattamento farmacologico o follow up biennale.