La classificazione dei lavoratori

Chi è esposto

Gli operatori esposti sono quelli che nell'ambito della loro attività superano le soglie per la popolazione stabilite dalla vigente normativa.

La classificazione dei lavoratori

Se, in base agli accertamenti ed alle valutazioni dell'E.Q., il lavoratore è suscettibile di una sposizione superiore, in un anno solare, ai seguenti valori:

  • 1 mSv/anno al corpo intero;
  • 15 mSv al cristallino;
  • 50 mSv alla pelle (per 1 cm2);
  • 50 mSv alle mani, avambracci, piedi e caviglie,

allora viene classificato ESPOSTO

Sono classificati di CATEGORIA A i lavoratori esposti, che sulla base degli ccertamenti dell'E.Q. sono suscettibili di esposizione superiore, in un anno solare ad uno dei seguenti valori:

  • 6 mSv/anno al corpo intero;
  • 45 mSv al cristallino;
  • 150 mSv alla pelle (per 1 cm2);
  • 150 mSv alle mani, avambracci, piedi e caviglie.

 

I lavoratori esposti non classificati di categoria A, sono classificati di CATEGORIA B.

I lavoratori che, essendo esposti in modo estremamente sporadico a rischi derivanti dall' impiego delle radiazioni ionizzanti, non sono classificati lavoratori esposti, (in quanto la stima del rischio è confrontabile con quella della popolazione ), sono classificati popolazione.

flow chart classificazione lavoratori


In base agli art. 82 e 96 del D.Lgs 230/95 come modificato dal D.Lgs 241/00 e dei relativi allegati III e IV, i lavoratori esposti sono classificati in categora A o B a seconda delle dosi di esposizione previste secondo la seguente tabella.

 

Classificazione dei lavoratori ai fini della Radioprotezione
(Valori in mSv/anno)
 Dose efficaceDose equivalente
Categoria Cristallinopelle (1 cm2)mani, avambracci,
piedi, caviglie
Non esposti Esposizioni sporadiche o nessuna esposizione.
cat. B 1 15 50  
cat. A 6 45 150 150
Limite 20 150 500 500

 

lavoratori soggetti a rischio da radiazioni ionizzanti

 

Le donne in gravidanza non debbono essere esposte (né in cat. A né in cat. B).
Per le donne in età fertile devono essere limitate dose e contaminazione interna secondo l'art. 5 dell'allegato IV (in particolare l'equivalente di dose all'addome ricevuto in un trimestre non deve superare 13 mSv).

Le donne che allattano non possono essere adibite ad attività che comportano rischio di contaminazione.