Campo elettromagnetico a radiofrequenza

Per questi campi si deve tener conto degli

effetti biologici:
innalzamento della temperatura del corpo o di parti di esso causato dal riscaldamento dei tessuti per l’assorbimento dell’energia dei campi.

 

Per gli effetti biologici è stata definita la grandezza dosimetrica SAR (rateo di assorbimento specifico medio) legata direttamente all'aumento di temperatura nei tessuti:

SAR = potenza elettromagnetica dissipata per unità di massa (W/Kg)

Il D.M. 11-8-1993 ha stabilito i seguenti limiti per pazienti, volontari sani e lavoratori:

  • l'esposizione deve essere limitata nel tempo per evitare che la temperatura corporea subisca un innalzamento superiore a 0,5 °C; questa condizione, per valori ambientali di temperatura compresi tra 22 e 24 °C e umidità relativa del 50 %, risulta verificata limitando il valore medio del SAR al corpo intero, mediato su qualunque intervallo temporale di 15 minuti, come segue:

Durata esposizione

SAR

per esposizione di durata t > 30 min

SAR < 1 W/kg

per 15 < t < 30 min

SAR < ((30/t(min)) W/kg

per t < 15 min

SAR < 2 W/kg


  • si può estendere l’esposizione di pazienti ad un innalzamento della temperatura corporea di 1 °C, dopo la valutazione del rischio/beneficio da parte del Medico Responsabile

  • in nessun caso il valore medio del SAR localizzato in distretti corporei può essere tale da indurre innalzamento della temperatura locale al di sopra di 38 °C in qualunque tessuto della testa, di 39 °C in qualunque tessuto del tronco e di 40 °C in qualunque tessuto degli arti.

  • infine, per proteggere tessuti scarsamente vascolarizzati, si raccomanda che tali tessuti non siano esposti a valori di SAR > 0.1W/10g per periodi di durata superiore a 10 min.

In realtà l'esposizione a questo tipo di campi è prevalentemente limitata alla parte del corpo esaminata e pertanto interessa soprattutto i pazienti ed in modo estremamente limitato i lavoratori, solamente in caso dovessero rimanere all’interno della sala magnete durante l’effettuazione di esami. Nella normale postazione di lavoro, invece, l’esposizione dei lavoratori è pressoché nulla in quanto i tomografi per imaging con RMN sono completamente circondati da una schermatura (gabbia di Faraday) la cui funzione principale è quella di evitare interferenze da campi esterni che potrebbero generare artefatti sulle immagini, ma che contemporaneamente evitano la dispersione dei campi a radiofrequenza generati dall’impianto all’esterno della sala d’esame.