Autore: Puchko Tania

SORVEGLIANZA ALLA TERAPIA ENDOVENOSA

La terapia endovenosa (TEV) è l'infusione di un liquido in una vena per prevenire o trattare squilibri idroelettrolitici oppure somministrare farmaci o derivati del sangue. La TEV viene prescritta per una molteplicità delle ragioni: mantenere o ripristinare i liquidi del corpo, infondere elettroliti, garantire energia all'assistito tramite somministrazione del glucosio, somministrazione della nutrizione parenterale (un'infusione ricca delle sostanze nutritive per l'organismo in cui il paziente non si può alimentare per via naturale, detta enterale), somministrazione dei diversi farmaci. La TEV può essere infusa o tramite un cateterino periferico (l'ago- cannula in una delle vene periferiche, più spesso del braccio, mano) o utilizzando un catetere centrale.

Durante le infusioni:

Sostituzione del flacone finito con un altro nuovo:
Quando il liquido contenuto nel flacone è quasi terminato (cioè ne rimangono solo pochi millimetri all’interno):

Il deflussore (a) è composto di tre parti: camera di gocciolamento che si trova nella parte alta (subito dopo il flacone) e permette di vedere il liquido che scende a gocce (2); morsetto è un dispositivo (di solito con una rotellina) che serve ad aprire o a chiudere il passaggio del liquido contenuto nel flacone(3); Il raccordo che va collegato al paziente.
Spesso al deflussore (parte paziente) va connesso al regolatore di flusso (b), è un dispositivo che serve a regolare la velocità del liquido che deve essere somministrata in un certo periodo di tempo.
Regolatore di flusso a sua volta si collega all'ago butterfly (c), e quest'ultimo si “infila” in uno dei due tappini del rubinetto a tre vie (d) del paziente.

Chiusura della fleboclisi quando il flacone è ultimato

  • porre un asciugamano o un telino sotto il braccio con il sito di inserzione dell'ago
  • chiudere il regolatore di flusso o la rotellina di flusso
  • togliere i cerotti che fissano l'aghetto
  • con una mano prendere le ali dell'ago e tirarlo nella direzione opposta a quella d'inserimento (flacone e deflussore devono essere eliminati)
  • preparare un batuffolo di cotone imbevuto di soluzione disinfettante e disinfettare il gommino del rubinetto
  • proseguire con il lavaggio del C.V.P (la siringa con soluzione fisiologica 10cc viene preparata dall'infermiere)
  • prendere la siringa preparata (togliere il cappuccio) ed inserirla dentro il gommino del rubinetto disinfettato prima
  • accertarsi che il rubinetto sia aperto
  • premere lo stantuffo della siringa con una pressione media (se si sente tanta resistenza verificare l'apertura del rubinetto, altrimenti non insistere)
  • rimuovere la siringa con l'ago
  • coprire l’ago-cannula e l’otturatore con un bendaggio.
  • Le complicanze e situazioni che si potrebbero verificare

    La più importante complicanza associata all’uso dei cateteri periferici, è la comparsa di flebiti per la maggior parte di origine fisico-chimica o meccanica più che infettiva. Un certo numero di fattori, inclusi il tipo di liquidi infusi, il materiale e il diametro del catetere,influenzano il rischio di sviluppare flebiti.

    Complicanze e possibili situazioni Come si presenta Cosa fare nell'immediato
    Flebite è l’infiammazione di una vena e in particolare dello strato più interno. Il dolore lungo il decorso della vena, arrossamento al di sopra dell’infusione, gonfiore del punto dell’inserzione, la velocità del flusso rallenta, l’area risulta calda al tatto. Interrompere l’infusione, chiudendo la rotella
    Registrare il liquido infuso,
    Applicare il ghiaccio sulla zona per ridurre il dolore, se presente.
    Avvisare il personale sanitario indicando il farmaco in causa, la quantità infusa e quella rimasta.
    Infiltrazione è l’involontaria somministrazione sottocute di un farmaco o di una soluzione non vescicante. Gonfiore attorno al punto della inserzione dell'ago, pallore del sito di inserimento dell'ago,
    la pelle è fredda attorno alla zona, velocità di flusso rallentata.
    Interrompere l’infusione, chiudendo la rotella
    Registrare il liquido infuso,
    Applicare il ghiaccio sulla zona per ridurre il dolore, se presente.
    Avvisare il personale sanitario indicando il farmaco in causa, la quantità infusa e quella rimasta.
    Infezione del punto dell'inserzione dell'ago è la
    penetrazione di germi patogeni
    Dolore, rossore, gonfiore nel punto dell’infusione, il paziente accusa dolore attorno alla zona, emissione di secrezioni maleodoranti. Interrompere l’infusione, chiudendo la rotella Registrare il liquido infuso
    Avvisare il personale sanitario indicando il farmaco in causa, la quantità infusa e quella rimasta.
    Reazione allergica Prurito, presenza delle desquamazioni, vescicole, bolle sulla pelle, difficoltà a respirare. In casi gravi chiamare 118, altrimenti sospendere l'infusione e chiamare il medico.
    Lo stravaso è la fuoriuscita involontaria di un farmaco o di un liquido da una vena nel tessuto sottocutaneo Gonfiore attorno al punto della inserzione dell'ago,
    arrossamento e calore, velocità rallentata.
    Interrompere l'infusione con il regolatore di flusso, avvisare il personale sanitario indicando il farmaco e la quantità di esso infusa.
    Medicazione dell'ago inizia ad essere bagnata e sporca di sangue.   Sospendere la somministrazione della fleboclisi, contattare servizio infermieristico
    Il liquido della sacca non scende più – si verifica quando non si vedono più scendere le gocce nella camera di gocciolamento.   Provare ad effettuare delle manovre di estensione o di rotazione del braccio del malato. Se non vi è ripresa del flusso sospendere la somministrazione della flebo ed avvisare il personale sanitario.
    Comparsa del sangue nel deflussore Questa situazione può essere dovuta ad un ritorno di sangue conseguente a movimenti del malato (esempio nel caso in cui il flacone si venga a trovare in una posizione più bassa del braccio dove è inserito l’ago) Se la flebo scende regolarmente non si deve fare nulla.
    Se la flebo non scende più si deve sospendere la somministrazione e contattare il Servizio Infermieristico.
    Presenza dell'aria nel deflussore   Se il liquido all’interno del deflussore è sceso completamente, ed è quindi entrata dell’aria non ci dobbiamo preoccupare perché la flebo si ferma automaticamente e l’aria non può entrare nella vena (nel sangue).

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