Autore: Puchko Tania

MOBILIZZAZIONE DEL PAZIENTE

La correttezza del posizionamento della persona allettata è fondamentale per garantire alla stessa, oltre che un indiscutibile benessere, un adeguato allineamento del corpo, indispensabile alla comparsa di schemi posturali patologici, di contratture, di lesioni da decubito, di complicanze respiratorie e vascolari.
Di seguito sono descritte e illustrate le principali posture al letto, ma di queste ci sono tantissime sfumature diverse. Va tenuto presente che per ogni paziente verranno date dal personale specializzato indicazioni differenti e personalizzate in base alla condizione clinica, considerando lo stato di vigilanza del paziente, la collaborazione, il deficit motorio, il tono muscolare, la presenza di dolore, le condizioni della cute, problemi circolatori, ecc. Perché il posizionamento del paziente sia veramente efficace, è di fondamentale importanza. Si ricorda che una postura è funzionale quando è comoda anche per chi la propone : non posturare mai un paziente in un modo che non lo vorreste per voi! Non è meno importante la variazione della posizione nell'arco delle 24 ore, sono importanti i cambi regolari ogni 2 ore, soprattutto nelle fasi iniziali o nei casi di prolungato allettamento.

Posizione supina

E' la posizione orizzontale assunta dal corpo quando è disteso su di un piano con il volto rivolto verso l'alto. E' una posizione di mantenimento del riposo, che trova indicazioni in diverse condizioni cliniche, alternativa alle posizioni laterali, semi-seduta, prona. Non è utilizzata per i pazienti con dispnea o rischio di aspirazione. Allineamento posturale è indicato nelle persone prive di capacità motoria totalmente o parzialmente:

Posizione seduta

Paziente seduto sul letto con la testa elevata di 80-90°. E' consigliata per i pazienti con i problemi cardiaci, migliora la respirazione, agevola il mangiare, parlare, guardare la televisione. Importante allineamento del corpo: le braccia vanno sostenute dai cuscini, sotto le ginocchia è utile posizionare un rotolo o cuscino.

Posizione semi seduta.

In questa posizione la testata del letto è sollevata di 30°-60°. Ha le stesse indicazioni della posizione seduta. Queste posizioni sono preferite dalle persone che hanno difficoltà respiratorie e/o cardiache, perché permette maggiore espansione del polmone.

Posizione laterale.

Questa postura viene utilizzata per garantire un periodo di riposo alle zone cutanee sottoposte a pressione mantenendo il decubito supino. Inoltre, permette una migliore espansione della parte superiore dell'emitorace. Mobilizzazione del paziente dalla posizione supina in posizione laterale sinistra:

Evitare il decubito laterale ad angolo retto sul trocantere. Fare assumere una postura obliqua di 30°. Distendere la gamba che appoggia direttamente sul materasso. Il braccio corrispondente alla gamba sarà flesso con il palmo della mano rivolto verso l'alto. Flettere leggermente la gamba contro-laterale e farla appoggiare su un piccolo cuscino. Flettere il braccio corrispondente e fare appoggiare il palmo della mano su un piccolo cuscino.
Per i pazienti emiplegici il lato da usare deve essere indicato dal fisioterapista, in quanto posizionare sul lato plegico da una parte è consigliato, perché aumenta la percezione sensoriale, ma richiede maggior vigilanza e attenzione, d'altra parte è sconsigliata, perché diminuisce la già scarsa ventilazione dell'emitorace e soprattutto, perché tale lato è più suscettibile a sviluppare le lesioni.
Mobilizzazione del paziente dalla posizione supina in posizione laterale destra:

Posizione prona

La posizione prona ha diversi vantaggi: è la sola posizione al letto che permette la massima estensione delle articolazioni delle anche e delle ginocchia. Se usata periodicamente, aiuta a prevenire le contratture dovute alla flessione delle anche e delle ginocchia, causate da altre posizioni. Inoltre , facilita l'espulsione delle secrezioni (drenaggio posturale) e dà un sollievo alle zone cutanee colpite dalle lesioni da decubito.
E' la posizione orizzontale assunta dal corpo quando è disteso su un piano con l'addome appoggiato su di esso. Evitare le frizioni fra la cute del paziente e il letto. Voltare il capo da un lato e porlo su di un cuscino sottile per evitare il soffocamento, la flessione e l'iperestensione delle vertebre cervicali. Il letto deve essere in posizione orizzontale. Il paziente sul fianco va spostato dalla parte delle in cui sono volte le spalle. Sempre aiutandosi con la traversa va girato sull'addome, avendo cura del capo. Spesso si usano i rotoli di grandi volumi in modo longitudinale al corpo o trasversali sotto le braccia. Come alternativa alla posizione prona, perché non è ben tollerata da tutti pazienti, vi è la posizione semiprona.

Posizione semiprona

Il paziente giace su un fianco con il peso distribuito verso l'osso iliaco anteriore, l'omero e la clavicola. Il capo è ben sostenuto dal cuscino, per assicurare la comodità al paziente e per mantenere in lateroflessione la colonna cervicale. Il tronco è ruotato in avanti. Il braccio è sostenuto dal cuscino posto di fronte al paziente ad un elevazione di circa 90° con la scapola ben protratta, gomito leggermente flesso ed avambraccio pronato. La gamba è leggermente flessa sia all'anca , che al ginocchio, viene portato in avanti e completamente sostenuto da un cuscino facendo attenzione al piede che non cada oltre il bordo del cuscino stesso.

Spostare paziente nel letto

Per spostare il paziente verso la testata del letto, se è in grado di collaborare abbassare la testata del letto. Togliere i cuscini da sotto il corpo dell'assistito. Si fanno flettere le gambe e a mantenere la pianta del piede sul letto. Posizionare un braccio sotto le spalle l'altro sotto i polpacci. Tenere la testa e il dorso dritti. Inclinare la schiena in avanti e all'indietro, oscillando sulle gambe. Si chiede al paziente afferrare con le mani la testata del letto o eventuale maniglia (trapezio) e di tirarsi verso l'alto spingendosi con le gambe. Cominciare a contare e al “3” sollevare l'assistito, spingendo i piedi contro il letto. Lo spostamento è meglio che sia attuato con due persone, facendo attenzione a dare colpi o sbattere il bacino che è a rischio di lesioni cutanee. Sistemare il paziente.

Per i pazienti emiplegici (dopo ictus hanno un lato paralizzato)

Trasferimento del paziente parzialmente insufficiente dal letto nella carrozzina

Trasferimento del paziente parzialmente insufficiente dalla carrozzina al letto

Durante i trasferimenti, mobilizzazione fare attenzione alle ruote del letto, che devono essere frenate, in posizione più bassa possibile, la carrozzina deve essere frenata con il poggiapiedi sollevato

Nell’assistenza di un paziente con deambulazione difficoltosa deve assolutamente tener conto delle caratteristiche individuali del soggetto e della patologia che può presentare e deve necessariamente osservare alcuni requisiti:

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