Autore: Puchko Tania

PREVENZIONE DELLE LESIONI DA DECUBITO

La prevenzione ed il trattamento delle lesioni da pressione (LdP) rappresentano, in tutti i settori di cura, a partire dall’ambito ospedaliero fino all’assistenza domiciliare o alle Strutture Residenziali, un problema rilevante. Il caregiver nel suo piccolo può contribuire alla prevenzione e il trattamento delle LdD. Si tratta di piccole osservazioni, interventi, che se eseguiti in modo corretto, sollevano il disaggio del paziente, aiutano la risoluzione della lesione già esistente o far si, che la lesione non compaia per niente. Una lesione da decubito, in gergo “piaga, è una lesione causata da una prolungata pressione sulla cute e sui tessuti. quando la persona rimane nella stessa posizione per un lungo periodo di tempo, come ad esempio nel caso di allettamento prolungato. Le aree del corpo corrispondenti alle prominenze ossee sono quelle più frequentemente colpite a causa del insufficiente apporto del flusso sanguigno e l'ossigeno, secondario alla pressione costante cui sono sottoposte.

Cosa fare?

Cura della cute

Nei soggetti allettati, con scarsa mobilità durante l'igiene personale ispezionare la cute. Prestare particolare attenzione alle aree più “vulnerabili” – in corrispondenza delle prominenze ossee e le aree sulle quali viene posturato il paziente più frequentemente. Il primo segno dello sviluppo di una lesione è costituito da un’alterazione di colore, consistenza e sensazione tattile della superficie cutanea. Le ulcere da pressione si sviluppano solitamente in corrispondenza delle prominenze ossee per cui ebbene di concentrare la propria attenzione su queste zone: cranio, scapola, gomito, sacro, coccige, tallone, vertebre, orecchie, spalla, ischio, trocantere, ginocchio, malleolo. Se la cute si presenta arrossata, irritata o vi è qualunque tipo di alterazione avvisare il personale sanitario.

La cute dovrebbe essere pulita ed asciugata ad intervalli regolari, specie quando è sporca. La frequenza della pulizia dovrebbe essere fatta secondo le necessità. Durante l'igiene usare l'acqua tiepida, detergenti delicati con il pH bilanciato e ridurre al minimo la forza e la frizione sulla cute. Mantenerla idratata, evitando esposizioni al freddo, o microclima secco. Sono utili emollienti per l' idratazione della pelle.

A sua volta evitare l'ambiente umido, cioè causato da incontinenza, sudorazione o secrezioni delle ferite. La cute umida è fragile e maggiormente predisposta alla formazione di lesioni, inoltre tende ad aderire alle lenzuola, potenziando la possibilità di lacerarsi durante gli spostamenti del paziente, è più suscettibile alle irritazioni, alle eruzioni cutanee ed alle infezioni micotiche. Quando l’umidità non può essere controllata, usare cuscinetti assorbenti, indumenti o slip che assorbono l’umidità. Sostituire cuscini e lenzuola quando sono umidi.

Anche se il massaggio è stato praticato per decenni al fine di stimolare la circolazione e procurare un senso di comfort e benessere al paziente, oggi è stato dimostrato l'effetto contrario: i massaggi, sulle prominenze ossee rallentano il flusso ematico correlato ad un profondo trauma tissutale ed un calo significativo della temperatura cutanea con la degenerazione del tessuto.

Posturazione e mobilizzazione

Se l’assistito è costretto a letto e le sue condizioni cliniche lo consentono, la postura andrebbe variata ogni 2-4 ore, evitando l’appoggio sulle zone a maggior rischio od eventualmente già arrossate.

Nelle posture laterali il paziente va inclinato a 30° dal piano d'appoggio, per evitare diretto contatto della prominenza ossea trocanterica (la parte protuberante del femore superiore – “l'osso del fianco”).

Mantenere la testata del letto il meno sollevata possibile, compatibilmente con le condizioni cliniche, mediche e il comfort dell’assistito. Si raccomanda un sollevamento non superiore a 30°. In posizione orizzontale, ci sono più punti d'appoggio, così le forze che agiscono sul corpo del paziente vengono distribuite in modo omogeneo. Contrariamente, in posizione seduta i punti d'appoggio sono ridotti (l'osso sacro) e le forze agenti si concentrano su questa zona.

Usare gli ausili per prevenire le LDD.

Archetto – per evitare il diretto contatto delle lenzuola con le parti del corpo.

Cuscini o cuneo – per ridurre le forze pressorie tra le prominenze ossee e le superfici di appoggio, soprattutto per la tuberosità ischiatica, i piedi, i talloni e i fianchi.

Materassi antidecubito permettono di alleviare la pressione nelle aree sottoposte al carico conseguente alla postura del paziente, e favorisce un migliore afflusso ematico. Quando l’utente arriva a “toccare il fondo della superficie d’appoggio”, si annulla il suo effetto protettivo. È, quindi, opportuno controllare: infilare una mano fra l’ausilio e una protuberanza ossea, se il presidio è adeguato la protuberanza ossea non deve essere percepita. E' anche importante verificare che gli ausili siano funzionanti e collegati alla corrente elettrica.

Sollevatore, trapezio o altri ausili per trasferimenti /spostamenti; il loro uso riduce lo sfregamento della cute contro le lenzuola.

Gli ausili per alleviare la pressione sulle prominenze ossee dei piedi, talloni, oppure supporti per tenerli sollevati dal letto. Detti dispositivi devono essere un piano d'appoggio lungo tutta la gamba.

Le persone che sono in grado, dovrebbero essere stimolati a cambiare spontaneamente le posizioni ed alternare la postura seduta con altre posture.

Ciò che riguarda la posizione seduta, quella ideale include una carrozzina o una sedia con lo schienale pieghevole (per permettere il posizionamento del paziente che dovrebbe stare leggermente inclinato indietro), con un supporto per i piedi (i piedi non dovrebbero mai essere lasciati privi di appoggio), e munita di braccioli (questo permette una maggiore distribuzione delle pressioni di appoggio).

Sulla mobilizzazione e posture seguire sempre le indicazioni delle figure professionali.

A sua volta il dolore può ridurre la mobilità e l’attività motoria.

Nutrizione ed idratazione

La nutrizione gioca un ruolo importante nella prevenzione delle lesioni stesse e contribuisce al mantenimento dell’integrità dei tessuti; lo stato nutrizionale, infatti influenza l’integrità sia della cute sia delle strutture di supporto. La presenza di lesioni da decubito, invece, richiede:

Ricordiamo, che i tessuti come muscolo, cute per la maggior parte sono costruiti dalle proteine, perciò l'apporto proteico, in presenza di LDD, è importante nel favorire la guarigione di quest'ultima. Il tessuto mancante può essere ricostruito solo se ha il “materiale”, che sono le proteine. La carne, il pesce, latticini (attenzione ai formaggi stagionati) devono essere presenti nella dieta dell'anziano.

Cosa non fare?

NON usare le soluzioni o creme lubrificanti in base di alcol, prodotti aggressivi, irritanti.
Non lasciare la cute bagnata e umida o al contrario secca, esposta al freddo
Non usare il pannolone “per abitudine”
Non lasciare il paziente nella stessa posizione per i tempi prolungati
Non devono essere usati per tempi lunghi gli ausili a scopo di tenere i talloni sollevati , in quanto aumentano il rischio di piede equino.
Non utilizzare mai allo scopo di prevenire le LdP gli ausili circolari (es. la ciambella), sacchetti riempiti di liquido, velli.
Non aspettare, quando l'anziano chiede da bere.

Oltre le indicazioni sopracitate, sono da evidenziare altri fattori di rischio:

Non vengono elencati tutti i fattori di rischio, perché il messaggio che si vuole passare è – in caso di un evento acuto, un episodio febbrile, alterazioni di diversa origine comunicare al personale sanitario che si occupa dell'assistenza a domicilio, a scopo di adottare i migliori interventi nel trattamento delle LdD.

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