Autore: Fattori Luca
fegato umano
 

Introduzione ad una corretta gestione della cirrosi epatica

Gentile signore/a, nell’accoglierla nel nostro reparto, cogliamo l’occasione per illustrarle alcuni aspetti riguardanti la cirrosi epatica, con l’intenzione di favorire una sua “partecipazione attiva” nei confronti della malattia e consigliarle alcuni comportamenti da adottare nelle diverse situazioni, necessari a prevenire e gestire al meglio le possibili complicanze legate alla patologia.


La cirrosi epatica
è l’evoluzione di una malattia cronica del fegato, caratterizzata dalla progressiva cicatrizzazione di questo organo, ad opera dell’azione “lesiva” di sostanze presenti per lungo tempo nel nostro organismo, quali l’alcol e/o l’infezione di virus epatitici.

Indipendentemente dalla causa, la cirrosi determina la perdita delle molteplici funzioni del fegato, generando degli effetti negativi a catena all’interno del nostro corpo, non facilmente riconoscibili.

Nella fase iniziale, infatti, la malattia non è avvertibile dalla persona, rimanendo silente e progredendo in maniera subdola anche per alcuni anni, sino a manifestarsi poi attraverso i primi sintomi generici, quali stanchezza, nausea, vomito, perdita di peso, perdita di appetito, ittero e prurito ricorrente.

Risulta, pertanto, fondamentale percepire questi primi “segnali ” come veri e propri campanelli d’allarme da parte del nostro corpo ed è quindi necessario attivarsi prontamente per effettuare nuovi accertamenti, senza lasciare nulla al caso.

Con l’evolvere della malattia, la cirrosi può generare complicanze come
ascite
(accumulo di liquidi nello spazio addominale),
encefalopatia epatica
(alterazioni dello stato di coscienza più o meno gravi) o
varici esofagee
(dilatazione dei vasi venosi della parete dell’esofago)
ed episodi di sanguinamenti ricorrenti, che tuttavia possono esser evitate o gestite in sicurezza.

E’ quindi fondamentale saper adottare comportamenti e stili di vita adeguati per prevenire queste potenziali complicanze.